CGIA MESTRE E AS.TRO PRESENTANO I RISULTATI DELLO "STUDIO SUL SETTORE DEI GIOCHI IN ITALIA 2022 - FOCUS SU APPARECCHI CON VINCITA IN DENARO E ONLINE”
- astro trattenimento
- 20 lug 2023
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Nell'anno del ritorno alla piena operatività dopo il biennio pandemico, il comparto degli apparecchi registra ancora una perdita di posti di lavoro (2.328 unità) e un taglio di 1.314 aziende.
La crescita del gioco online innescata dall'emergenza sanitaria e dal lockdown premia l'erario: per il 2022 stimato un gettito record di 909 milioni
Roma, 20 luglio 2023 – Un settore in lenta ripresa dopo la crisi pandemica, ma ancora alle prese con il calo dei posti di lavoro, più di 3 mila persi tra il 2021 e il 2022. È il quadro che emerge dal "Percorso di Studio sul settore dei giochi in Italia" condotto dalla CGIA Mestre, presentato oggi a Roma in collaborazione con l’associazione As.Tro. L'indagine, focalizzata in particolare sugli apparecchi da gioco (le cosiddette AWP e le videolottery), parte dalla stima del numero di addetti del comparto, realizzata sulla base di informazioni fornite dagli archivi camerali e dalla banca dati del Ries, il registro degli operatori di gioco dell’Agenzia Dogane e Monopoli, al quale i soggetti che operano nel settore degli apparecchi sono tenuti a registrarsi. Lo studio evidenza una contrazione di 2.328 unità tra gli addetti al settore a fine 2022 (da 47.336 a 45.008), il 5% in meno rispetto al 2021, con 1.314 aziende che fuoriescono dalla filiera del gioco lecito tramite AWP/VLT nel giro di un anno (da 54.429 a 53.115). Un dato che risente ancora del biennio 2020-2021, definito “drammatico” dalla CGIA. Il settore dei giochi, infatti, «è stato quello che ha subito il più lungo periodo di sospensione dell’attività a causa dell’emergenza sanitaria».
- Il 2022 è stato l’anno di ritorno alla piena operatività; nonostante questo, gli operatori del settore hanno dovuto fare i conti con le conseguenze della pandemia e con le
entrate in vigore nel biennio precedente: tra queste, l’introduzione della tessera sanitaria per l’uso delle vlt, la riduzione del payout, l’aumento della tassa sulle vincite. A partire dal 2021, inoltre, è scattato l’ultimo aumento delle aliquote del PREU. Dal report emerge quindi che rispetto al 2019 sono stati registrati quasi
nei quali si possono trovare le AWP, che a loro volta sono calate di circa 13 mila unità. Anche le
specializzate in cui si trovano le VLT dal 2019 sono in discesa: nel 2022 ve ne sono
(-9,5%), e si registra un calo di oltre 3.200 VLT (-5,6%). Dal 2019 al 2022 la
è calata di quasi il
(-12,9 miliardi) passando da 46,5 a 33,6 miliardi di euro, mentre le
hanno subìto un taglio del 31% (-11,1 miliardi di euro) coerentemente alla riduzione del payout.
- Dal punto di vista fiscale, il comparto degli apparecchi continua comunque a fornire un importante contributo per l’erario, sebbene in flessione rispetto al periodo pre-Covid. Nel
gettito del
(derivante dalle AWP e dalle VLT) è stato di
di euro (pari al 50% del gettito dell’intero settore del gioco lecito). A questi vanno aggiunte le altre imposte, contributi, tributi dovuti dalla filiera AWP/VLT: si tratta di
di euro, per un contributo fiscale complessivo di
: un gettito superiore a quello delle tasse per l’auto pagate dalle famiglie (5,4 miliardi), dell’addizionale comunale Irpef (5,1 miliardi) e della cedolare secca sugli affitti (3,4 miliardi). Rispetto al 2019, tuttavia, si registra una flessione: il PREU si è contratto del
(nonostante l’incremento dell’aliquota risente principalmente della riduzione della raccolta), mentre l’ammontare delle altre imposte si è ridotto del 15,3% a causa contrazione dei margini del comparto.
– Riguardo il
, i concessionari autorizzati a operare nel settore sono 83 di cui 53 italiani e 30 esteri. Per il segmento lavorano circa
. I risultati economici di queste imprese derivano da diverse attività connesse con il gioco lecito sia fisico che a distanza; l’esercizio e la raccolta del gioco online è quindi solo una delle attività svolte da queste imprese. La stima è che i soli proventi online dei 53 concessionari italiani rappresentino un ammontare di risorse in grado di sostenere almeno
. Nel corso degli anni, sottolinea il report, è cresciuto in maniera rilevante il
. Dal 2015 al 2020
(da 212 milioni a 634 milioni di euro), mentre nel 2021 è passato a 887 milioni di euro. Nel 2022, inoltre, si stima che il totale abbia raggiunto un ammontare di almeno
di euro. A crescere è anche il
online sulla spesa totale del gioco lecito. Tale peso è passato dal 9,5% del 2019 al 20,6% del 2020 e al
del 2021 (dagli 1,8 miliardi del 2019 ai 3,7 miliardi del 2021). Dietro questi aumenti «vi è sia la crescita del gioco online, ma anche la contrazione che il gioco fisico ha dovuto sopportare a causa dei lunghi periodi di sospensione dell’attività». Non stupisce quindi che nel 2022 – primo anno di ritorno alla normalità – si sia registrata una riduzione rispetto al biennio pandemico. L'
del gioco a distanza si è quindi assestata al
nel
, più del doppio del livello pre-pandemia.
- Lo studio si sofferma infine anche sulla differenza tra gioco legale - che risponde a regole precise, assicura determinate percentuali di vincite ed è una risorsa preziosa per l'erario - e quello
, che sfugge a qualsiasi forma di tassazione e non ha regole che tutelino i giocatori. Sulla quantificazione di quest'ultimo non vi sono dati puntuali; nel 2022, tuttavia, l'Agenzia Dogane e Monopoli ha dichiarato che sulla base delle ultime stime il gioco illegale vale «tra gli
». Altro nodo per il settore rimane legato alle
e delibere degli enti locali che negli ultimi anni hanno puntato a contenere il comparto del gioco lecito con disposizioni come il
e i
. Le diverse norme locali hanno disciplinato la materia con un diverso grado di severità, in alcuni casi con una forte riduzione delle attività sul territorio.