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Dal Censis Servizi una ricerca obiettiva sul gioco

In una recente intervista rilasciata dal direttore di CENSIS SERVIZI (centro studi di conclamata autorevolezza) alla rivista Gioco News, sono emerse alcune evidenze scientifiche che smentiscono molti luoghi comuni solitamente attribuiti al fenomeno del gioco.

In primo luogo, la percentuale della attuale popolazione dei giocatori sarebbe sostanzialmente la medesima di quella censita già negli anni ottanta, a testimonianza del fatto che il principale effetto dell’offerta legale di gioco (praticamente inesistente in quell’epoca) è stata l’”emersione” del sommerso e non la “contaminazione” della società.

In secondo luogo si sancisce l’assenza di collegamento scientifico tra condizioni di crisi economica e crescita del gioco, posto che le evidenze statistiche evidenziano, dagli anni 80 ad oggi una costante crescita del gioco collegata alla progressiva espansione del portafoglio istituzionale di gioco, totalmente indifferente rispetto all’andamento dell’economia interna.

In ultima analisi, poi, si analizza il rapporto tra “aumento dei punti di gioco” e probabilità di aumento della propensione al gioco, smentendo la possibilità di certificare scientificamente che la capillarità distributiva del gioco lecito abbia automatici effetti compulsivi, motivando l’assunto dal fatto che l’aumento dei negozi non genera di per sé impennate di shopping compulsivo.

AS.TRO ringrazia il Censis Servizi per aver proposto alla platea dei ricercatori nazionali la prima fondata tesi negazionista relativa al “morbo” del gioco, auspicando che anche le avverse opinioni possano, un domani, potersi proporre con dati statistici di simile chiarezza e validità scientifica, prima di riscuotere successi mediatici.

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